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MI AFFACCIO DAL BALCONE E VEDO….poesia sulla forza di ricominciare dopo la violenza

Non è facile ricordare lucidamente un evento traumatico della propria esistenza. Non è facile neanche metterlo per iscritto, in forma di poesia, perché attraverso l’atto di scrivere riaffiora tutto, con la sua forza, la sua prepotenza. Qui di seguito si potrà leggere una poesia scritta da una ragazza nigeriana, ospite presso un centro di accoglienza, che ripercorre l’orrore di una violenza subita e la forza di inseguire una luce che c’è fuori, fuori dal passato, fuori da tutto ciò che è successo.

 

MI AFFACCIO DAL BALCONE E VEDO….

Ogni mattina quando mi sveglio e mi affaccio al balcone vedo un prato verde bagnato di rugiada e cosparso,
di tante piccole margherite dai mille colori che brillano sotto i primi raggi di sole.
Gli uccelli con il loro cinguettio saltellano spensierati da un cespuglio all’altro, mi passano davanti agli occhi
gli splendidi colori delle ali di una farfalla.
Dietro tutto questo vedo nel cielo azzurro salire un fantastico arcobaleno che sembra un ponte colorato tra
questa mia nuova casa e l’Africa, la mia terra.
Improvvisamente mi accorgo che dentro di me non c’è più il dolore.
Per la prima volta un raggio di sole mi riempie il cuore e riesce a farmi sorridere e sento il mio viso bagnato
da lacrime di gioia.
Mi sono portata dentro per tutti questi anni il dolore della violenza che ho subito quando avevo 15 anni, il
dolore di una quotidianità che non mi apparteneva, il dolore della mia famiglia, della mia gente, della mia
terra.
Mi accorgo che improvvisamente il mio dolore è diventata la mia forza.
Da quanto sono in Italia mi sento per la prima volta “libera” ed è la sensazione più bella che abbia mai
sentito.
Fuori dalla mia finestra ora so che c’è molto da vedere.
Ricordi e immagini dei momenti passati, sia tristi che gioiosi, mi fanno rivivere quelle emozioni forti, come
se fosse la prima volta che provo dolore e piacere. Mi sento ricca e forte; a volte vorrei prendere a pugni un
tavolo, o addirittura maledire quel qualcuno che mi ha fatto del male. Riesco a pensare, riflettere,
ragionare su tutti gli sbagli e gli errori che ho commesso.
Allora mi assale un vuoto, una malinconia, un’indifferenza insolita, una inquietudine, un timore, una
confusione ma dura poco perché so che da qui riparte o meglio comincia la mia nuova vita.
Ora lascio che sia la vita ad entrarmi dentro, lascio che quello che mi circonda faccia parte di me.
Cerco di vivere la vita guardando anche oltre quella finestra.

A. Osaro